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Località Santa Lucia · Canino

Dove sta la terra

Dove sta la terra, e perché questa terra qui fa differenza.

Gli oliveti sono in un solo posto, e conviene dirlo con precisione: località Santa Lucia, una striscia di terra che scende da nord a sud a un chilometro e mezzo da Canino. A monte confina con le rovine di Castellardo; a valle si affaccia sul torrente Timone, poco sopra la Cascata del Pellico.

Le colline attorno all'azienda: prato in primo piano, bosco e crinali coltivati sullo sfondo
I quarantasette ettari e le colline di Canino, verso sud
Torrente Timone Strada di Canino GIORGI IV località Santa Lucia il frantoio Cascata del Pellico Castellardo Canino Vulci Tramontana
I confini dell'azienda, in località Santa Lucia

Nel vino si chiamerebbe cru: una porzione di territorio con caratteri propri, distinta dal resto della denominazione. Nell'olio quasi nessuno lo dichiara, e quasi tutti mescolano partite che arrivano da comuni diversi.

Noi indichiamo la località perché qui fa differenza. I suoli sono di origine vulcanica — sciolti, drenanti, ricchi di scheletro e di potassio: la pianta soffre quanto basta a concentrare i fenoli senza andare in stress idrico. La forra del Timone, poche centinaia di metri più in basso, tiene ventilato il fondovalle e smorza le gelate tardive.

Il mare è a una quindicina di chilometri: escursione termica contenuta, autunni lunghi. Significa poter scegliere il giorno della raccolta invece di subirlo — che per un olio a raccolta anticipata è tutto.

E poi c'è quello che sta sotto. Al margine nord dell'appezzamento ci sono le rovine di Castellardo, castello citato per la prima volta nel 1140 in una bolla di Innocenzo II e distrutto da Canino nel Quattrocento; sotto le sue pietre, un insediamento rurale del III secolo a.C. Quattro generazioni sono quelle che possiamo documentare con un nome. Coltivare qui, invece, si coltiva da molto prima.

La forra boscosa del Timone vista dal prato dell'azienda, con le colline dietro
La forra del Timone, subito fuori dal confine ovest
La Cascata del Pellico: il torrente Timone precipita da una parete di tufo in un laghetto verde, tra la vegetazione della forra
La Cascata del Pellico — poco sotto il confine dell'oliveto
Geologia

Suoli vulsini

Depositi del distretto vulcanico vulsino: terreni sciolti, drenanti, ricchi di potassio. È la base di quasi tutti i grandi oli del Lazio.

Archeologia

Vulci

Una decina di chilometri a ovest, là dove il Timone è ormai Fiora: una delle grandi città etrusche, riportata alla luce dal principe di Canino Luciano Bonaparte.

Acqua

Il Timone

Affluente del Fiora. Sotto l'oliveto incide il tufo e fa un salto di sette metri: è la Cascata del Pellico. Le sue acque muovevano la Ferriera.

Confine nord

Castellardo

Castrum medievale citato in una bolla di Innocenzo II nel 1140, raso al suolo da Canino nel Quattrocento. Sotto, un insediamento rurale del III secolo a.C.